Milano, 20 ago. (askanews) – La premiumisation degli alcolici sta cambiando significato. Per anni l’industria ha identificato la crescita verso le fasce alte soprattutto con prezzi maggiori, margini più ampi, edizioni limitate e prodotti capaci di comunicare prestigio. L’analisi di IWSR, società internazionale specializzata nei mercati delle bevande alcoliche, mostra invece che una parte della crescita a valore registrata negli ultimi anni è stata assorbita dall’inflazione e che i consumatori chiedono oggi ragioni più concrete per spendere di più.
Il confronto tra prezzi e inflazione ridimensiona una delle letture più consolidate del mercato. Secondo l’International wine and spirits record, nel 2022 il prezzo medio globale per litro delle bevande alcoliche è diminuito dell’1%, mentre l’inflazione è cresciuta dell’8%. Nel 2023 i prezzi sono aumentati del 3% contro un’inflazione del 6%, nel 2024 del 2% contro il 5% e nel 2025 dell’1% a fronte di un incremento del costo della vita del 4%. ‘A livello generale, la spinta della premiumisation ha in realtà avuto un andamento inferiore all’inflazione’ ha spiegato Luke Tegner, Global Head of Consulting di IWSR, sottolineando che ‘l’idea che la crescita a valore osservata tra il 2022 e il 2025 dimostri il successo delle strategie di premiumisation deve essere riesaminata per categoria, mercato e marchio, depurando i dati dall’effetto dell’inflazione’.






