Filippino Lippi, «La visione di sant'Agostino», dipinto del 1452 (Getty Images)

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Cosa c’entra Vassilij Kandinskij con Sant’Agostino? È una domanda che potrà porsi Robert Prevost: sabato prossimo, nella sua storica partecipazione al Meeting di Rimini a 44 anni da quella di Giovanni Paolo II – la Fiera apre i battenti domani – visiterà due delle mostre allestite nei padiglioni.

Una è appunto dedicata al santo d’Ippona (354-430), l’altra è una ricostruzione della biografia dell’imprenditore francese Leon Harmel, figura che ispirò la Rerum Novarum. Leone XIV, dunque, si troverà di fronte a pannelli dedicati al padre della Chiesa di cui è discepolo spirituale, impreziositi da riproduzioni dei capolavori del pittore nato a Mosca.

«Tardi ti ho amato, bellezza tanto antica e tanto nuova» è il titolo di questo azzardo intellettuale, forse il più interessante dell’intera rassegna, non solo per il peso conferitogli dalla visita. Ai curatori, Costanza Penna e Monica Scholz-Zappa (coadiuvati da un folto gruppo di consulenti e associazioni), il merito di un esperimento di fascino: sintetizzare in forma adatta a un pubblico popolare un pilastro della cultura occidentale, fondendo elementi biografici, teologici e letterari per documentare la straordinaria «attualità» di un uomo nato 1.700 anni fa.