Dalle chiese del centro ai capolavori custoditi nei secoli: un itinerario tra affreschi, grandi maestri e testimonianze che raccontano un patrimonio attraversato da una profonda spiritualità cristiana.La visita pastorale del Pontefice oggi segna una data straordinaria per la città. È anche un invito a riscoprire il nostro patrimonio artistico e culturale. Quali luoghi sacri di Rimini si possono visitare, per conoscere meglio la storia, l’arte e le vicende di una città apparentemente così profana ma attraversata da inquietudini e destini religiosi profondi? Non parto dal sito più ovvio: il Tempio Malatestiano (la chiesa di San Francesco rinnovata, in senso umanistico, da Sigismondo Pandolfo, a metà del Quattrocento) che è anche la nostra Basilica Cattedrale, ma da San Giovanni Evangelista, nota come Sant’Agostino, che, fino al 1797, fu officiata dai frati eremitani che seguivano la regola attribuita al vescovo d’Ippona, oratore, teologo e filosofo di primissimo ordine: è in quella famiglia monastica che si è formato Leone XIV, matematico e teologo.

La ’regula’ ha sempre tenuto in gran considerazione l’esperienza estetica: si rivolge agli "amanti della bellezza spirituale", invita loro a emanare "il buon profumo di Cristo"; sono elementi che i seguaci e i consacrati non avranno mancato di osservare e realizzare nelle loro commesse d’arte. La chiesa, è noto, contiene una grande croce sagomata e molti affreschi dei pittori riminesi del Trecento: Giovanni da Rimini e l’ancora anonimo Maestro del Coro. Da quella chiesa proviene anche l’affollata cuspide del Giudizio universale che si può trovare ricomposta nel Museo della Città ’Luigi Tonini’.