La ‘ndrangheta in Piemonte non è un fantasma del passato: lo ha ribadito pochi minuti fa la sentenza di primo grado del tribunale di Ivrea, con la giudice Stefania Cugge che ha inflitto pene per oltre 50 anni di carcere agli imputati nell’inchiesta Echidna sulle infiltrazioni mafiose della locale di Brandizzo nei cantieri tra il 2014 e il 2021, tra cui quelli dell’autostrada Torino-Bardonecchia.
Al centro Roberto Fantini con gli avvocati Maurizio Riverditi e Roberto Capra
La pena più alta, 15 anni e 10 mesi di reclusione, è toccata per Giuseppe Pasqua: è ritenuto il vertice assoluto della locale di Brandizzo, “a cui tutto rimandava”, come sostenuto da Valerio Longi, sostituto procuratore della Direzione distrettuale antimafia di Torino (che in tutto aveva chiesto condanne per oltre 60 anni di carcere). A seguire, sono stati inflitti 14 anni e 6 mesi per il figlio
Domenico Claudio Pasqua, considerato al vertice “parimenti al padre”. Assoluzione per Roberto Fantini, ex amministratore delegato di Sitalfa (azienda responsabile della manutenzione dell’A32): accusato di peculato e concorso esterno in associazione mafiosa, per il pm concedeva commesse per i lavori ai Pasqua nonostante le interdittive antimafia, all'interno di una gestione definita “da società colabrodo”. “Io non c’entro niente con quel mondo, ora mi godo il momento” dichiara dopo la sentenza Fantini, con accanto gli avvocati Roberto Capra e Maurizio Riverditi.






