Caduta nel vuoto la nuova richiesta di libertà su cauzione per il minore che è sottoposto a un regime di custodia cautelare durissimo. “Trattato come un terrorista” sostengono i genitori, ma per le autorità locali le misure sono necessarie per le accuse gravissime.
Rimane in carcere a Malta il 15enne italiano originario di Bari arrestato nel maggio scorso a causa di un falso allarme bomba all'interno della sua scuola sull'Isola dove vive da alcuni anni con i genitori ristoratori. È caduta ancora nel vuoto infatti la richiesta di libertà su cauzione avanzata dai legali difensori dopo che ieri il giudice al termine dell'udienza lo ha rimandato nella cella del carcere minorile nei pressi di Rabat dove si trova in "regime di segregazione" cioè con libertà di vedere i coetanei solo un'ora a settimana.
Un regime di custodia cautelare durissimo e contestato dai genitori che parlano di "detenzione illegale" sottolineando il fatto che sia "trattato come un terrorista". Secondo la loro denuncia, deve rimanere fino a 22 ore al giorno da solo nella sua cella dove vi è solo un letto, un water e un lavandino, tanto che “Per il forte stress si è anche procurato delle lesioni mordendosi le braccia per il nervoso”. Solo di recente, secondo il Ministero dell'Interno maltese, le restrizioni sono state leggermente attutite con l'accesso a una sala comune, a una televisione e a una sessione di gruppo settimanale supervisionata con altri giovani detenuti. L'accusa: "Fa parte del gruppo 764″ Alla base di questo accanimento nei confronti di un minore ci sono pesantissime accuse secondo le quali il quindicenne farebbe parte del gruppo 764. Si tratta di network online che Europol ha definito una "seria minaccia" in quanto "coinvolto nello sfruttamento dei minori, nell'estorsione e in attività con modalità terroristiche". Per gli inquirenti in pratica quell'allarme bomba non era un semplice scherzo telefonico, ma un'attività intrapresa nell'ambito delle operazioni del gruppo.








