Aggiungi ItaliaOggi alle tue fonti preferite su Google per non perderti i nostri contenutiLa sanzione 231 può essere non solo ridotta ma addirittura azzerata nel caso in cui la società alla quale si contesta un illecito previsto dal D.Lgs. 231/2001 ponga in essere condotte ritenute riparatorie e virtuose prima del giudizio.
E’ quanto emerge dal provvedimento di archiviazione emesso dalla Procura Generale presso la Corte di Appello di Milano il 30/06/2026 con cui è stata confermata l'archiviazione del procedimento 231 a carico di una società valorizzando le condotte riparatorie poste in essere dalla stessa in fase di indagine tra cui l’aggiornamento del Modello di Organizzazione Gestione Controllo.
La vicenda oggetto della decisione
Il caso originava dalla duplice contestazione nei confronti di una società la quale era stata indagata sia per reati tributari che per i relativi illeciti amministrativi dipendenti da reato (art. 25-quinquiesdecies D.Lgs. 231/2001). In relazione alla possibile configurazione di una violazione del divieto di bis in idem, era venuto in rilievo l’art. 21-ter D.Lgs. 74/2000: la norma stabilisce che se per lo stesso fatto è stata applicata una sanzione penale o una sanzione amministrativa o una sanzione amministrativa dipendente da reato, il giudice, al momento della determinazione della sanzione, al fine di ridurne la misura, tiene conto di quelle già irrogate.






