Milano, 20 ago. (askanews) – Nella vendemmia 2026 la gestione del vigneto decide tempi e qualità. Dall’Alto Adige all’Albania, passando per il Chianti Classico, cinque Cantine offrono altrettanti osservatori su un’annata nella quale la data scritta sul calendario conta meno della capacità di leggere rapidamente ciò che accade in ogni parcella. Temperature elevate, maturazioni anticipate e finestre di raccolta più strette richiedono scelte differenti: proteggere i grappoli dal sole, conservare l’acqua nel terreno, alleggerire per tempo il carico produttivo oppure aspettare qualche giorno in più per non perdere l’equilibrio tra zuccheri e acidità.

Il viaggio comincia in Alto Adige, dove in alcune aree le prime raccolte delle uve precoci e destinate alle basi spumante sono iniziate già il 17 agosto, circa una settimana prima rispetto al 2025. Ma la vendemmia non procede ovunque allo stesso passo. Altitudine, esposizione e varietà costruiscono calendari differenti e trasformano una regione relativamente piccola in un mosaico di maturazioni.

A Nals Margreid le varietà più precoci, Pinot Grigio, Chardonnay e Sauvignon, sono prossime alla raccolta. Le temperature elevate hanno accelerato lo sviluppo vegetativo e favorito acini di dimensioni contenute, con la prospettiva di quantità inferiori alla media. La risposta non è stata aumentare gli interventi, ma evitare un’operazione normalmente utilizzata per arieggiare e illuminare la zona produttiva. “Proprio in considerazione delle temperature elevate e della precocità dell’annata, abbiamo scelto di non effettuare la sfogliatura nella zona dei grappoli. Il fogliame svolge infatti un’importante funzione protettiva, schermando le uve dall’eccessiva esposizione solare e riducendo il rischio di scottature” ha spiegato l’enologo Harald Schraffl. È una scelta che racconta bene il cambiamento in corso. Una gestione puntuale non significa necessariamente intervenire di più: può consistere anche nel rinunciare a una pratica quando le condizioni la rendono controproducente. La parete fogliare, normalmente regolata per favorire maturazione e sanità delle uve, durante un’estate calda può diventare una protezione naturale.