CORTINA D'AMPEZZO (BELLUNO) - Una scappata veloce e via. Sufficiente comunque per vedere alcuni luoghi del cuore, nella veste estiva, così inusuale per una sciatrice, e per salutare alcune persone. La campionessa di sci alpino Sofia Goggia ha voluto postare sul proprio profilo Instagram alcune foto e qualche pensiero sul suo passaggio per Cortina d'Ampezzo.
La casa delle azzurre Quello scatto ritrae l'Hotel Franceschi, la "casa" che da anni accoglie le campionesse dello sci azzurro. Una scelta strategica anche durante i Giochi del 2026, quando la Fidi ha preferito questa struttura al caotico villaggio olimpico di Fiames. Tra queste mura, e a Casa Italia, hanno preso vita i festeggiamenti per le medaglie che hanno fatto la storia della spedizione: il bronzo di Sofia e i due ori di Federica Brignone. A conferma di questo legame speciale, la stessa Sofia Goggia ha commentato la foto dell'albergo con affetto: «Toccata e fuga, grazie per l'ospitalità». Immancabile la panoramica della Tofana, con le piste da sci ora inerbate e verdi: lo Schuss di Pomedes, l'Olympia, la Labirinti e i vari tratti del percorso che digrada verso il traguardo di Rumerlo, dove Sofia ha alzato più volte le mani al cielo nel trionfo all'arrivo di una gara. Ha scritto: «Nel posto del mio cuore», a confermare il forte legame che ha con questa sede di gara della Coppa del mondo, dei Mondiali 2021 e delle Olimpiadi 2026. In molte interviste e dichiarazioni ha sottolineato il coinvolgimento emotivo, con parole di accorata poesia, per l'atmosfera incantata del primo mattino, la vecchia seggiovia triposto da Duca d'Aosta a Pomedes, il sole che sorge dall'altra parte della valle e comincia a scaldare l'aria e l'anima. Infine, la divertita e divertente fotografia con didascalia: «Immancabile saluto alle nostre suore Orsoline in versione summer edition», nel gruppo di Sofia con alcune religiose vietnamite, nell'abito grigio della congregazione (in foto), fondata nel Cinquecento da Angela Merici a Brescia, così vicino alla terra della bergamasca Goggia. Affacciato sulla conca d'Ampezzo dalle pendici del Faloria, il grande edificio era un tempo un liceo linguistico femminile. Oggi ospita regolarmente le squadre di atleti durante i grandi eventi sportivi. In questo stesso istituto passò le sue estati Giulio Andreotti: arrivato da giovane sottosegretario per i preparativi delle Olimpiadi del 1956, il politico italiano vi ritornò per decenni, sempre accolto con calore dalle suore Orsoline.






