OilGreggio ai massimi da tre settimane: il mercato teme la rottura dei negoziati tra Washington e Teheran(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Le nuove minacce di Donald Trump, che intende scatenare una guerra economica contro l'Iran, riaccendono la corsa del greggio, che traina, a cascata, il settore oil in Borsa. Così, Eni guida i rialzi a Piazza Affari, beneficiando anche di un report positivo di Bernberg, che ha alzato il target price sul titolo a 25,5 euro da 22 euro e ha confermato il rating "hold". Sale anche Saipem , mentre resta indietro Tenaris, che già in occasione della trimestrale aveva mostrato segnali di debolezza legati alle conseguenze del conflitto in Medio Oriente e alla chiusura dello Stretto di Hormuz. Domande di approfondimento generate da 24Ore AINel resto del Vecchio Continente, si distinguono a Parigi Totalenergies, a Londra Bp e Repsol a Madrid.In giornata infatti il greggio è balzato ai massimi da tre settimane, con il Brent che al momento scambia ampiamente sopra la soglia dei 90 dollari al barile a 93,90 (+2,49%) e il Wti a 87,67 dollari (+0,86%). A riportare entrambi i benchmark a livelli che non si vedevano da fine luglio hanno contribuito le nuove dichiarazioni di Donald Trump, che allontano ulteriormente le speranze per una fine vicina del conflitto con l'Iran e di una prossima riapertura dello Stretto di Hormuz. «Annuncio che ogni Paese che consentirà alle proprie istituzioni finanziarie, alle proprie imprese, ai propri aeroporti o ai propri enti governativi di offrire qualsiasi forma di sostegno all’Iran dovrà affrontare terribili ripercussioni economiche», ha scritto il presidente americano su Truth Social, minacciando di effettuare «l’operazione economica più schiacciante mai intrapresa» contro la Repubblica Islamica.Non si è fatta attendere la risposta di Teheran: «Il cosiddetto "D-Day economico" mira a distogliere l’attenzione dalla crisi che stanno attraversando gli Stati Uniti: un debito senza precedenti e costi di finanziamento in aumento», ha dichiarato su X il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi. «Proseguire con politiche destinate al fallimento non farà altro che portare a una nuova sconfitta e all’ostilità degli iraniani».Questo nuovo botta e risposta difficilmente aiuterà a sbloccare le trattative, ormai in stallo da diverse settimane, tra i due Paesi, secondo gli esperti. «Le sanzioni, il blocco delle navi iraniane e la recente rottura delle relazioni da parte degli Emirati Arabi Uniti - che hanno sospeso ogni rapporto commerciale e finanziario con l’Iran - esercitano un’enorme pressione economica» su Teheran, scrive Global Risk Management. «Tuttavia, ciò non significa necessariamente che il Paese», tradizionalmente molto abile ad aggirare le ritorsioni economiche internazionali sin dalla rivoluzione del 1979, «tornerà al tavolo dei negoziati». Questo rafforza l'ipotesi che lo stretto di Hormuz, via dalla quale prima della guerra transitava circa un quinto del petrolio globale, rimarrà «chiuso per molto tempo».
Le minacce di Trump innescano il rally del petrolio, a Piazza Affari in luce Eni
Greggio ai massimi da tre settimane: il mercato teme la rottura dei negoziati tra Washington e Teheran







