Chiudiamo la serie agostana di dati sulla immigrazione con la questione che probabilmente sarà centrale nella campagna elettorale dell’anno prossimo, quella del rapporto tra immigrazione e crimine. Cominciamo col dire che l’Italia è certamente un paese poco violento e che una vera emergenza ordine pubblico non è imminente. Ma questo non significa che non ci siano i segnali di un possibile peggioramento collegato alla presenza straniera come è avvenuto in tutti i paesi del nord-europa.

Il dato più affidabile per comparare paesi diversi è il tasso di omicidi. L’Italia è da almeno un decennio uno dei paesi col più basso tasso di omicidi al mondo, 0,57 per 100mila persone (nel 2023). Per capire quanto sia basso, si pensi che in Germania lo stesso tasso è sopra 0,9 e in Francia e Regno Unito eccede ogni anno ampiamente l’unità.

Una comparazione che ci racconta qualcosa di più sul rapporto tra immigrazione e crimine è quella tra Germania e Polonia. Tra il 2010 ed il 2024 il tasso di omicidi in Germania è rimasto sostanzialmente costante a circa 0,9. In Polonia, uno dei paesi che rifiuta di aderire al protocollo di Dublino ed accogliere migranti, è quasi dimezzato a circa 0,5.

Questo suggerirebbe che in effetti il tasso di violenza omicidiaria nelle società occidentali sarebbe in calo continuo, se non fosse per l’immigrazione.