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Maria Giovanna Faiella

Attualmente esistono due tipi di vaccini – contro l'infezione da papilloma virus (HPV) e contro l'epatite B – che proteggono da alcuni tumori correlati a queste infezioni. Altri tipi di vaccini «terapeutici» in fase di sperimentazione. Intervista al presidente AIOM, Massimo Di Maio

Quali sono i vaccini anticancro oggi disponibili? Dopo l’annuncio dei risultati promettenti dello studio in fase 3 sul vaccino «terapeutico» contro il melanoma, facciamo chiarezza col presidente dell'Associazione Italiana di Oncologia Medica (AIOM), Massimo Di Maio, ordinario di Oncologia Medica all’Università di Torino.

I vaccini disponibiliSpiega il professor Di Maio: «Attualmente esistono due tipi di vaccini – contro l’infezione da papilloma virus (HPV) e contro l’epatite B –, che proteggono da alcuni tumori correlati a queste infezioni, rispettivamente tumore della cervice uterina o collo dell’utero (ma anche di vulva, vagina, ano e bocca, si legga qui) e alcuni tumori del fegato. Si possono considerare vaccini «anticancro» poiché, proteggendo dall’infezione di questi virus, prevengono anche patologie correlate a quella infezione, quindi questi tipi di tumore. Ecco perché i due vaccini sono considerati potenti strumenti di prevenzione anche oncologica, pur essendo il loro meccanismo di azione diretto contro l’infezione del virus, e non direttamente contro le cellule tumorali. In pratica, il sistema immunitario è stimolato dal vaccino che aiuta a evitare l’infezione da quei virus. La riduzione dell’incidenza di tumori è l’effetto della protezione dal virus che ne è la causa. Per esempio, - sottolinea il presidente Aiom – in alcuni Paesi del mondo, dove si è raggiunta un’elevata copertura vaccinale per l’HPV, si sono praticamente azzerati i casi di tumore della cervice uterina. Anche per l’epatite B c’è una quota di tumori del fegato correlati all’infezione da quel virus, per cui col vaccino, che previene l’infezione, si possono evitare molti casi di tumore al fegato che, altrimenti si manifesterebbero, nel corso degli anni, in chi ha l’infezione».