Marcello e Antonina vivono con i loro figli (tra i nove anni e gli 8 mesi) in una casa Aler, occupata abusivamente. Il nodo della normativa e la posizione di Palazzo Marino, mentre il caso sta rimbalzando in rete

«Io voglio solo esser in regola. Con un regolare contratto, dopo 11 anni che sono qui. Ripeto, sono in torto. Volevo solo avere un’abitazione più grande per i miei figli. In 11 anni abbiamo provato a cercare una casa a Pavia, Lodi… Ma appena sentono 8 bambini ci danno il loro no». Queste le parole, a Morning News, di Marcello Di Meo che con sua moglie Antonina Sena e otto figli vive in un bilocale di appena 45 metri quadri a Milano, nel quartiere Lorenteggio. I bambini hanno dai nove anni alla più piccola di soli otto mesi. La famiglia sta da oltre 10 anni in un immobile Aler occupato abusivamente, dove lo sgombero esecutivo previsto per questi giorni è stato momentaneamente bloccato.

Marcello era arrivato nell’appartamento nel 2016 per assistere l’anziano assegnatario. Alla morte di quest’ultimo, è rimasto nell’immobile con la compagna, dando inizio a un’occupazione abusiva proseguita negli anni con la nascita dei figli. «Prima svolgevo lavoretti saltuari e vivevamo ospiti a casa di mio fratello, mi venne offerto uno stipendio, vitto e alloggio, con la possibilità di portare con me la mia compagna — ha raccontato l’uomo al Corriere —. Quando poi il signore morì rimanemmo nell’immobile senza che ci venisse contestato alcunché: mi trovavo in gravi difficoltà economiche e non avevo la possibilità di cercare un alloggio, anche perché nel frattempo Antonina era in attesa del nostro primogenito».