L’accentuarsi della dialettica nel centrosinistra sembra indicare sempre di più l’inizio di una partita a scacchi, nella quale ogni mossa non ha come obiettivo soltanto la polemica contro il governo, ma soprattutto quello di ridefinire i rapporti di forza all’interno della coalizione.
Al centro della scena si muovono le strategie dei leader, con Giuseppe Conte e Matteo Renzi pronti a contendersi la vera posta in palio: l’egemonia politica e di pensiero nel campo progressista.
Da un lato c’è la mossa del leader del M5s che è stata, in queste settimane, ampiamente descritta. Conte, riscrivendo la narrazione e il significato stesso delle primarie, punta a rimescolare gli equilibri del centrosinistra, cercando di ricondurre il Pd entro un perimetro politico sempre più condizionato dall’agenda del movimento.
Come del resto abbiamo potuto vedere sui temi della politica estera e della difesa. In questo quadro l’obiettivo è quello di costringere la segretaria del Pd ad una continua rincorsa. Per la verità va detto che Elly Schlein ci mette davvero molto del suo per continuare a trovarsi in questa situazione. La sua posizione nel voler essere testardamente unitaria in realtà nasconde il vuoto programmatico e sta facendo imbestialire parte del gruppo dirigente dem.






