Rimini, 20 ago. (askanews) – (Di Paolo Tomassone) Ci sono attese che non si dichiarano. In quarantaquattro anni, al Meeting di Rimini, i messaggi dei Pontefici non sono mai mancati: telegrammi, saluti, benedizioni affidate a un inviato. Mancava soltanto il resto, cioè un Papa che salisse davvero su quel palco. Sabato pomeriggio, poco dopo le tre, quell’assenza si chiude: Leone XIV attraverserà i padiglioni della fiera e parlerà al popolo di Comunione e Liberazione. Ed è attorno a questa data, in fondo, che ruota l’intera edizione.

Il Meeting per l’amicizia fra i popoli si apre domani, venerdì 21 agosto, e andrà avanti fino a mercoledì 26. Titolo dell’edizione, l’ultimo verso del Paradiso: ‘L’amor che move il sole e l’altre stelle’. Come ogni anno, la fiera romagnola funziona da campanella di rientro: finita la controra dell’estate italiana, il dibattito politico, economico ed ecclesiale ricomincia qui, tra padiglioni climatizzati e volontari in maglietta gialla, con oltre 150 incontri, 500 relatori, 13 mostre e altrettanti spettacoli. L’anno scorso furono 800mila presenze: ‘Anch’io, davanti a queste cifre, mi stupisco ogni volta’, ha ammesso il presidente della Fondazione Meeting, Bernhard Scholz, presentando i numeri dell’edizione.