Il Novarese conserva lo scomodo primato in Piemonte di casi di malattia neuroinvasiva causata dalla puntura della zanzara vettore del West Nile virus. L’estate 2026 sarà ricordata non solo per la grande siccità ma anche per la rilevante diffusione sul territorio provinciale dei pazienti entrati in contatto con il virus del Nilo occidentale. Sono 18 le persone che hanno accusato i sintomi con forte cefalea-mal di testa, disorientamento, febbre alta, perdita dell’equilibrio, tremori e scatti muscolari. Gli ultimi contagi censiti dalla struttura complessa Servizio igiene e sanità pubblica dell’Asl Novara, diretta da Edoardo Moia, comprendono una donna residente a Vignale, un uomo di 78 anni domiciliato a Bogogno, una donna di Cameri di 80 anni.

Donatore positivo asintomatico A Fontaneto d’Agogna risulta residente il donatore di sangue che è stato riconosciuto positivo asintomatico al West Nile virus grazie alle misure di prevenzione attivate dallo scorso 3 luglio dalla Src-Struttura regionale di coordinamento per le attività trasfusionali del Piemonte: l’impiego senza deroghe del Nat-Nucleic acid test permette di verificare le donazioni ematiche, escludendo il sangue donato anche in condizioni di assenza di sintomi evidenti del contagio da West Nile virus. Il Seremi-Servizio di riferimento regionale di epidemiologia per la sorveglianza, la prevenzione e il controllo delle malattie infettive di Alessandria segnala che «dallo scorso mese di maggio l’Ipla ha provveduto a portare a termine 60 interventi di prevenzione e controllo sul territorio regionale per scongiurare la proliferazione della zanzare infette».