Milano – Più che raddoppiati i casi di infezione da West Nile Virus in Lombardia nel giro di due settimane, quasi tutti autoctoni.
La tendenza al rialzo non riguarda solo la Lombardia, ma si sta verificando in tutta Italia, come evidenziato dal report di sorveglianza dei casi umani pubblicato dall’Istituto superiore di sanità. Al 13 agosto, a livello nazionale sono stati segnalati, in tutto il Paese, 226 casi confermati di infezione da West Nile Virus, rispetto ai 141 del report del 6 agosto. In Lombardia, si è passati dai 26 del 28 luglio ai 44 del 6 agosto ai 63 del 13 agosto. Crescono anche le infezioni da Usutu virus, 5 in Lombardia sugli 8 a livello nazionale (erano 3 il 28 agosto).
Tra le province lombarde, solo Sondrio e Como sono per ora esenti da segnalazioni di persone contagiate, attraverso le zanzare, dalla “febbre del Nilo”. La più colpita è, invece, la provincia milanese con 17 casi, seguita da Cremona con 14, 8 a Mantova, 5 a Lodi, Monza e Pavia, 4 nel Bresciano, 2 a Bergamo e Varese, 1 nella provincia di Lecco. Come è noto, quelli segnalati non esauriscono la totalità dei casi effettivi, perché la maggior parte delle persone infettate da questi virus è asintomatica. Un supporto importante, da questo punto di vista, arriva dal mondo delle donazioni di sangue, perché i controlli messi in campo per evitare che sangue infetto sia trasfuso, ha permesso di intercettare 14 donatori affetti dal virus.










