Thiago Motta aveva Calafiori, Beukema e Lucumi. Valore complessivo della difesa che due anni fa conquistò un posto in Champions: 95 milioni. Il punto è che, al ritmo di un difensore eccellente per estate (prima Calafiori, poi Beukema e adesso Lucumi), tutti e tre hanno fatto le valigie.

E oggi tocca all’Ingegnere Tedesco progettare una macchina difensiva con i superstiti Heggem, Helland e Vitik. Il tutto aspettando il quarto difensore centrale che, come ha fatto chiaramente capire il tecnico nell’intervista a ‘Kicker’ di qualche giorno fa, dovrà essere un elemento in grado di "colmare le lacune".

Non certo quel Casale che anche in questo precampionato, quando gli infortuni non lo hanno penalizzato, si è dimostrato poco affidabile. Prove tecniche di nuova difesa. Nuova, poi, per modo di dire dal momento che sia Heggem, che Vitik che Helland sono arrivati la scorsa stagione (il terzo a gennaio) e il rodaggio lo hanno già fatto.

Bilancio della prima stagione in rossoblù dei tre? Heggem fino a dicembre ha giganteggiato, salvo poi perdersi progressivamente insieme al rendimento double-face della squadra (ottimo in trasferta, pessimo al Dall’Ara).

Ma c’è un asterisco grande come una casa: la coda sontuosa di un Mondiale da protagonista con la Norvegia. Vitik ha fatto decisamente peggio. Per caratteristiche strutturali un po’ lento e macchinoso, il ceco ha sofferto più di tutti la linea alta e aggressiva di Italiano.