(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Titoli della difesa nel mirino degli analisti alla Borsa di Francoforte, dopo il vertice Nato di Ankara che ha di fatto riorientato le priorità degli investimenti di armamenti dell'alleanza a scapito delle forze di terra tradizionali. Il nuovo paradigma Nato pesa sul colosso Rheinmetall che finisce in fondo all’indice Dax e sempre più lontano dal massimo storico di 2.008 euro raggiunto nell'ottobre del 2025. Colpite dalle vendite (e nel plotone di coda dello Stoxx Europe) anche altre due società tedesche della difesa: Hensoldt e Renk.

Mwb Research ha declassato la raccomandazione su Rheinmetall da "buy" a "hold”, con un target price abbassato da 1.400 a 1.150 euro, spiegando che il summit Nato ha confermato il riorientamento delle proprie priorità e della spesa. Ad Ankara si è definito uno spostamento degli investimenti verso la difesa aerea, i droni, le armi a lungo raggio, la sorveglianza e le capacità navali, a scapito delle forze terrestri più tradizionali a cui si rivolgono i ‘prodotti’ di Rheinmetall (carri armati, auto-blindo etc). Inoltre, gli analisti di Mwb ritengono che il mercato stia sopravvalutando significativamente il Progetto Arminius, il programma tedesco per il rinnovamento e l'ampliamento della flotta di veicoli blindati della Bundeswehr. Il rapporto evidenzia inoltre che la crescente dimensione delle joint venture in cui Rheinmetall detiene una partecipazione del 51% sta aumentando le quote di minoranza, limitando la crescita dell'utile netto per gli azionisti di Rheinmetall, nonostante la crescita del business.