Cambiamenti climatici, guerre, instabilità politica, crisi finanziarie. Mettere al mondo un figlio in una realtà come questa può sembrare una scelta decisamente estrema per alcune persone. La preoccupazione per le grandi crisi globali potrebbe influenzare negativamente le scelte riproduttive, contribuendo ad acuire il problema del calo delle nascite nei Paesi ad alto e medio reddito, tra cui anche l’Italia.
Lo suggerisce uno studio condotto di recente da un gruppo di ricerca dell’Università Bocconi di Milano insieme a Maria Letizia Tanturri, professoressa al Dipartimento di Scienze Statistiche dell’Università di Padova, con il sostegno del Ministero dell'Università e della Ricerca nell'ambito dei finanziamenti PRIN 2022.
Come emerge dalla ricerca, quando si tratta di decidere se fare figli o meno, le persone valutano non solo la loro situazione personale – come la stabilità economica o il possesso di una casa di proprietà – ma anche quello che gli autori definiscono il “contesto macroeconomico”, cioè la condizione più generale in cui versa il mondo dal punto di vista ambientale e geopolitico.
I risultati in questione sono stati ottenuti raccogliendo i punti di vista di un campione di circa 8.000 persone tra i 20 e i 44 anni residenti in quattro Paesi: Italia, Germania, Stati Uniti e Argentina.






