Sul fronte delle indagini, Lavitola attende di comparire davanti ai giudici del Riesame per fare dichiarazioni spontanee. Giallo su querela a Forleo. Il legale del giornalista: "Se la Rai lo sospende fa scelta politica”
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Prosegue l’inchiesta sull’attentato a Sigfrido Ranucci. Non è stato ancora fissato l'interrogatorio chiesto dai quattro della banda che ha piazzato l'ordigno all'esterno della villetta di Pomezia. L'atto, presumibilmente, potrebbe slittare alla prossima settimana negli stessi giorni in cui Lavitola, come annunciato dal suo difensore, comparirà davanti ai giudici del Riesame per fare dichiarazioni spontanee. "Non una ritrattazione della sua confessione, ma alcune puntualizzazioni", spiega l'avvocato Arturo Cola. Per la Procura di Roma la bomba alla gelatina di cava venne collocata non per fare aumentare la scorta a Ranucci, come sostenuto dall'imprenditore, ma per lanciarlo in politica e diventarne "il king maker", come scrive la Procura nella richiesta di arresto. "Un obiettivo da raggiungere a tutti i costi", aggiungono nell'atto i pm coordinati da Francesco Lo Voi. "Lavitola sfrutta ogni occasione utile per persuaderlo, approfittando del fatto che gli attacchi che subisce ne aumentano la popolarità e il consenso da parte dell'opinione pubblica". In un'intercettazione agli atti, l'indagato arriva a dire a Ranucci: "Credo che ti sia chiaro che ogni attacco che ti fanno serve a farti crescere ulteriormente; cerca di cogliere l'occasione, altrimenti rischi la salute".









