Tornare, o iniziare, a fare attività fisica dopo diagnosi e trattamento di un tumore non è mai facile, ma è quanto mai fondamentale, tanto per il corpo che per la mente. Muoversi infatti aiuta a combattere la fatigue legata ai trattamenti, migliora la salute delle articolazioni e quella del cuore, aumenta la sensibilità all’insulina, stimola il sistema immunitario, migliora l'equilibrio, e fa bene all’umore. E i benefici non si riflettono solo sul benessere e sulla qualità di vita dei pazienti: l’attività fisica può ridurre la mortalità e il rischio di recidive.
A ricordarlo, rinnovando l’appello a inserire più movimento nella propria quotidianità, è la Rete Oncologica Pazienti Italia (Ropi), che ha da poco aggiornato l’edizione della sua guida sull’attività fisica destinata ai pazienti (qui è possibile consultare il Quaderno informativo dedicato).
Più movimento, più benefici per i pazienti
“Non sempre i pazienti sono pienamente consapevoli ed informati sull’importanza dello sport durante e dopo i trattamenti oncologici”, ricorda Stefania Gori, presidente Ropi. L’attività fisica, per esempio, ha mostrato grandi benefici nel contrasto al tumore al seno, ricorda: “Bisogna motivare le donne che hanno subito un’operazione ad adottare uno stile di vita non sedentario. Esistono diverse attività da poter scegliere come nuoto, ballo, ginnastica dolce, bicicletta, fit walking o nordic walking o stretching. Vanno praticate 3-5 volte a settimana per 20-60 minuti al giorno in modo continuo oppure intermittente”. E non c’è un’attività da preferire all’altra, prosegue. “Va suggerito alle pazienti anche semplicemente di camminare, fare le faccende domestiche o dedicarsi al giardinaggio. Per facilitare l’adesione al programma di allenamento è possibile allenarsi in casa dopo aver appreso bene gli esercizi”. Le raccomandazioni in generale sono di eseguire almeno 150 minuti alla settimana di attività fisica d’intensità moderata.






