Il periodo dell’anno tanto atteso dai nostri figli rischia però di trasformarsi in un piccolo incubo per molti genitori, divisi tra il desiderio di lasciarli liberi e la necessità di controllare come trascorrono il tempo e chi frequentano. La questione si complica con smartphone e tablet, che hanno progressivamente sostituito piazze e cortili, favorendo un crescente ritiro nel mondo digitale. Molti bambini e adolescenti trascorrono tanto, troppo tempo chiusi nella loro stanza davanti a uno schermo. Il rischio è che si inneschi un braccio di ferro che logora la relazione e priva genitori e figli di preziose occasioni di crescita e confronto. Esiste una terza via? Ne abbiamo parlato con la dottoressa Chiara Gatti, psicologa, psicoterapeuta, EMDR Europe Consultant per adulti ed età evolutiva, EMDR Europe Facilitator e collaboratrice del Centro Studi e Ricerche in Psicotraumatologia di Milano (CSRP).
Dallo stare fuori allo stare chiusi in camera
Un tempo il conflitto riguardava il desiderio di uscire di casa. Oggi assistiamo sempre più spesso al fenomeno opposto: sono i genitori a cercare di convincere i figli a uscire dalla loro stanza, incontrare gli amici, fare sport o semplicemente misurarsi con il mondo reale.






