di
Antonella Gasparini
Il ministero valuta l’invio di ispettori: «Sconfitta per lo Stato»
«Se non avessi ritirato quella denuncia magari lei sarebbe ancora viva e se non l’avessi fatto chissà se sarei ancora qui a scrivere», aveva scritto in un post social lunedì quando la tragedia era diventata di pubblico dominio. Ieri, mentre il ministero della Giustizia stava valutando l’invio di ispettori per far luce sul caso, ha aggiunto: «Parlo da mamma di una bambina. Il pensiero che anche mia figlia possa incontrare lo stesso mostro che il 2 marzo 2002 ho incontrato io, non mi fa dormire la notte. Sì, sono passati 24 anni, all’epoca ne avevo solo 16: sono stata la sua prima vittima. Ora mi definiscono miracolata ed è vero».
Una delle ex compagne del 43enne Dino Keber, quella che prima di tutte lo aveva denunciato per le violenze subite quando era una ragazzina, sfoga online il dolore e il senso di smarrimento dopo la morte della 39enne Tania Terrin, da lui uccisa nella sua casa di Camponogara (Venezia) nella notte tra il 15 e il 16 agosto: Keber si è poi suicidato. Prima di Terrin altre tre donne lo avevano denunciato, tra cui la giovane con cui Keber aveva poi avuto una figlia. Tutte avevano poi ritirato la querela : o perché spaventate da una reazione violenta o perché preoccupate dalle minacce che a ognuna rivolgeva, dicendo che si sarebbe tolto la vita.











