Alessandro Bonato, il suo lavoro è stato molto apprezzatoRicevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguiciAlessandro Bonato è stato l’applaudito direttore de L’Occasione fa il ladro. Maestro, cosa significa ritrovare Pesaro e il suo pubblico in un titolo così identitario? "Il ROF è un luogo che non si attraversa mai distrattamente. Tornare qui significa ritrovare una comunità musicale che vive Rossini con dedizione unica ed è come rientrare in una casa che conosci ma che ogni volta ti sorprende. Il pubblico qui ha un ascolto attentissimo: è un privilegio e una responsabilità."
L’allestimento di Ponnelle è un caposaldo del ROF. Quest’anno la regia è stata ripresa da Sonja Frisell, storica collaboratrice del maestro, come si è sviluppato il vostro lavoro comune? "In un clima di straordinaria lucidità. Sonja porta con sé la memoria viva di Ponnelle, ma anche una capacità di leggere la scena con occhio contemporaneo. La sua attenzione al dettaglio è impressionante: ogni gesto, entrata; ogni pausa scenica è calibrata con una cura artigianale. Quando la regia è così precisa, l’orchestra può respirare con la scena in modo naturale".
Lei insiste sulla ’cura certosina dei dettagli’ e sul rispetto della partitura, in particolare riguardo all’agogica e ai tempi. Come ha affrontato questo titolo? "Rossini è un architetto del tempo. In L’Occasione l’agogica è tutto: se sbagli mezzo punto di equilibrio, la brillantezza si spegne o diventa frenesia. Ho lavorato molto sulle micro flessioni, sui respiri, sulle accelerazioni che devono sembrare spontanee ma sono scritte con una precisione chirurgica. L’Orchestra Rossini ha familiarità con questo repertorio e questo mi ha permesso di essere rigoroso senza perdere freschezza. La cura del dettaglio non è pedanteria; è rispetto della vitalità della musica".






