La difesa del Partito Democratico sul calo della raccolta differenziata in città al 64,83% riaccende lo scontro politico. La lista civica Per Jesi liquida le spiegazioni dem come "un insulto all’intelligenza dei cittadini e un goffo tentativo di nascondere il fallimento politico della maggioranza". Nel mirino finisce il ‘cambiamento normativo’ indicato dal Pd per motivare la discesa sotto la soglia di legge del 65%: "Le norme su sfalci, inerti e legno – rimarca Per Jesi – valgono allo stesso modo per tutti i Comuni d’Italia. I dati Arpa e Ata Rifiuti dicono che la media della provincia di Ancona regge al 72% e che l’84% dei Comuni marchigiani supera il target. Come mai gli altri hanno saputo gestire la transizione, mentre solo a Jesi si registra un calo strutturale? Non è un problema burocratico, ma una manifestazione di incapacità nella gestione del servizio".

Per Jesi respinge anche l’accusa di fare propaganda per il 2027: "Vedere nei nostri rilievi una manovra elettorale tradisce il profondo nervosismo di una maggioranza priva di argomenti. Liquidare la questione come un ’falso allarme’ è un atto di arroganza politica inaccettabile. Invece di sminuire il problema e autoassolversi con comunicati fumosi, il Pd faccia autocritica e trovi soluzioni insieme a JesiServizi. Si tratta di difendere il decoro della città e le tasche dei cittadini che pretendono un servizio all’altezza".