Il recente voto sul piano economico finanziario di Atersir per la gestione dei rifiuti "fotografa una realtà ormai innegabile: la totale mancanza di idee chiare, una profonda spaccatura interna al Pd e l’incapacità cronica di governare i processi ambientali ed economici della nostra provincia", dice il consigliere regionale di Fd’I Ferdinando Pulitanò.
"Mentre Hera mostra i muscoli e impone tariffe sempre più elevate (+8% medio nel bacino di gestione), il Pd si presenta all’appuntamento decisivo nel caos più assoluto – continua Pulitanò – Da un lato il Comune di Modena, che approva il piano parlando di un ‘sì per dovere’; dall’altro ben 12 Comuni della provincia – molti dei quali guidati dal centrosinistra – che votano contro o si astengono. Il paradosso politico tocca il suo apice con i voti che certificano nei fatti che il Re è nudo: il principale partito di governo del territorio non ha una linea comune su un tema vitale come la gestione dei servizi pubblici e la tutela delle tasche dei cittadini. Questa spaccatura non è una dinamica passeggera, ma il sintomo di una totale assenza di visione e il risultato è che i costi di questa disorganizzazione pesano sui bilanci dei Comuni e, a cascata, sulle bollette delle famiglie e delle imprese. Siamo davanti a un Pd incapace di fare sintesi e di gestire il rapporto con il colosso Hera: da un lato si subiscono le scelte del gestore, dall’altro ci si divide in assemblea per salvare la faccia davanti ai propri elettori nei singoli Comuni. Il risultato? Un aumento dei costi dell’8% che i cittadini si troveranno in bolletta, a fronte di un servizio che in questi anni ha mostrato criticità evidenti sotto gli occhi di tutti", aggiunge Pulitanò. "È ora che il Pd si assuma la responsabilità politica di questo stallo. Non si può governare una provincia procedendo in ordine sparso".







