L'Europa ha «in gran parte perso la prima rivoluzione digitale, poiché i vantaggi commerciali derivanti dalla diffusione delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione sono stati sfruttati in modo sproporzionato altrove.
Non possiamo permetterci di ripetere la stessa esperienza con l'intelligenza artificiale (AI), la seconda rivoluzione digitale».
Lo ha detto la presidente della Bce, Christine Lagarde, nel suo intervento in occasione del Consiglio Internazionale delle Imprese del Forum Economico Mondiale di Ginevra.Dal canto loro, le società europee stanno già investendo nell'intelligenza artificiale: i dati delle indagini suggeriscono che le aziende dell'area euro «prevedono di destinare in media circa il 9% dei loro investimenti totali all'AI quest'anno».
Dati «incoraggianti» ma la questione, ha ricordato Lagarde, «è se l'Europa sia in grado di creare le condizioni affinché tali investimenti si diffondano e si espandano».Due gli ostacoli principali.
Il primo, ha sottolineato Lagarde, «è la frammentazione del mercato unico», con le imprese che «continuano a competere eccessivamente entro i confini nazionali, il che indebolisce la pressione competitiva per l'adozione di nuove tecnologie».







