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Mentre proseguono le ricerche delle opere di Antonello da Messina rubate a Ferragosto, tornano nella chiesa di San Sebastiano a Mistretta, nel Messinese, alcuni arredi sacri di cui si erano perse le tracce nei primi mesi del 2025. Si è scoperto che non erano stati rubati ma erano stati lasciati in giacenza nel laboratorio di un artigiano palermitano. Ieri i carabinieri della Compagnia di Mistretta e del Nucleo per la Tutela del Patrimonio Culturale di Palermo hanno restituito al parroco, Don Placido Giordano, alcuni oggetti che prima erano custoditi in quella chiesa. Si tratta di due palette di bastoni priorali recanti l’effigie in rilievo di San Sebastiano Martire e due puntali d’asta raggiati, il tutto risalente al 1700, e alcuni elementi di raccordo e pomoli destinati a decorare e raccordare le palette alle aste lignee dei bastoni processionali. L’assenza degli oggetti era stata riscontrata in occasione di un inventario effettuato dal parroco dopo che, nel giugno 2024, ignoti avevano rubato dalla chiesa di Santa Maria del Gesù di Mistretta un reliquiario a ostensorio in argento e rame. Le indagini avviate all’epoca dai Carabinieri della locale Stazione e del Nucleo per la Tutela del Patrimonio Culturale di Palermo hanno consentito ricostruire le tracce di una serie di passaggi - iniziati nel 2016 - attraverso cui le opere era giunte nel laboratorio di un artigiano palermitano incaricato di restaurarle. Gli accertamenti hanno permesso di ricostruire i movimenti che nel tempo hanno interessato le opere chiarendo che, sebbene il restauratore non fosse iscritto negli elenchi degli operatori accreditati alla Soprintendenza ai Beni Culturali e Ambientali, i manufatti non erano stati trafugati, ma erano rimasti nel laboratorio senza che nel tempo fossero state reclamate.












