“Anche noi uomini di Chiesa siamo chiamati a un serio esame di coscienza”. È uno dei passaggi più forti della lettera pastorale firmata da monsignor Francesco Savino, vicepresidente della Cei e vescovo di Cassano allo Ionio, dopo il femminicidio di Ornella Forastefano, uccisa nella notte di Ferragosto a Trebisacce.
Il presule sceglie di intervenire non soltanto per esprimere dolore e vicinanza, ma anche per aprire una riflessione sul ruolo della Chiesa e sulla cultura che, nel corso dei secoli, ha contribuito a normalizzare determinate dinamiche di sottomissione all’interno delle relazioni. “Per secoli una certa predicazione ha raccomandato alle donne la sopportazione, ha chiamato pazienza ciò che era soggezione e ha consigliato di salvare il matrimonio perfino a prezzo dell’incolumità personale”, scrive Savino.
Un’impostazione che, secondo il vescovo, deve essere definitivamente superata: “Quella pagina resta chiusa per sempre”.
“La vita di una donna vale più di una convivenza violenta”
Il messaggio del vicepresidente della Cei mette al centro la tutela delle donne vittime di violenza, ponendo la loro incolumità davanti a qualsiasi altra considerazione legata alla conservazione del rapporto di coppia. “La vita di una donna vale infinitamente più della conservazione di una convivenza violenta”, afferma monsignor Savino.









