Si allungano i tempi per la consegna dei 61 alloggi popolari di via Trieste. Un ritardo che pesa sulle aspettative delle famiglie aventi diritto e che è dovuto a un doppio binario di criticità: da un lato un complesso iter amministrativo legato alla graduatoria, dall'altro il mancato completamento di alcune infrastrutture essenziali nel cantiere. Al centro del blocco amministrativo vi è la graduatoria approvata nel febbraio scorso per l'assegnazione dei 21 alloggi eccedenti (rispetto al totale di 61) delle due palazzine di via Trieste.
Il nodo della discordia sarà discusso davanti al Tar di Catania il prossimo 18 novembre per il confronto finale. Il tribunale dovrà decidere sull'inclusione in graduatoria di 14 soggetti (tra ricorrenti individuali e nuclei familiari) la cui istanza è stata esclusa per la mancata presentazione della dichiarazione sostitutiva unitaria (Dsu). «I ricorrenti - spiega l’avv. Elena Pulvirenti, referente del Sunia - chiedono di essere inclusi in graduatoria, in quanto hanno provveduto a produrre, al momento della presentazione della domanda di partecipazione al bando, una dichiarazione sostitutiva d’atto notorio al posto del “Dsu”, così come veniva stabilito espressamente nel bando, all’art. 1. La graduatoria formulata in base al bando di assegnazione di alloggi popolari, avrà valore e validità non solo per la consegna degli immobili ultimati che dovranno essere consegnati a breve, ma anche per tutti gli altri alloggi che si libereranno nel territorio comunale sino a che non verrà allestita una nuova graduatoria».






