Formalmente scaduto il cessate il fuoco tra Usa e Iran previsto dal memorandum di intesa di giugno, a sua volta naufragato nel giro di poche settimane, resta lo stallo nel conflitto scoppiato il 28 febbraio. E mentre Donald Trump riflette sulla strategia da adottare per uscire dall'impasse senza compromettere le elezioni di midterm, Teheran alza il tiro e minaccia gli alleati americani, non solo nel Golfo Persico, ma anche in Europa.
Secondo il Financial Times, l'Iran avrebbe infatti valutato la possibilità di allargare il suo raggio di azione, fino a colpire obiettivi militari statunitensi nel sud e sudest del Vecchio Continente, qualora il presidente americano decidesse di riprendere gli attacchi. "La Nato è pronta ad affrontare qualsiasi minaccia e farà sempre tutto il necessario per difendere tutti gli Alleati", è stata la reazione immediata dell'Alleanza Atlantica di fronte alla nuova minaccia.
In particolare - riferisce il quotidiano britannico citando due fonti vicine al regime - tra i possibili obiettivi presi in esame dalle forze iraniane ci sarebbero la Bulgaria, che il mese scorso ha autorizzato l'uso della base aerea di Bezmer per il rifornimento di aerei militari americani, e Cipro che ospita una base britannica già colpita da un drone a marzo. "Come dimostrato all'inizio di quest'anno, quando le difese aeree della Nato hanno intercettato con successo, in quattro occasioni distinte, missili balistici diretti in Turchia dall'Iran, la nostra capacità di deterrenza e difesa è solida ed efficace", ha però assicurato un funzionario dell'Alleanza, mentre Sofia ha fatto sapere di aver rafforzato le misure di sicurezza, innalzando il livello di allerta attorno a Bezmer, nel sud del Paese, come annunciato dal ministro dell'Interno Ivan Demerdzhiev. "Stiamo lavorando in stretto coordinamento con il ministero della Difesa", ha precisato.






