L’estate semplice di una bimba di otto anni. Qualche passeggiata con la sua famiglia, col suo amato nonno. E poi, l’orrore. Sono passati 26 anni, ma quella ferita è ancora aperta. E ad Andria fa ancora male, troppo: il 19 agosto del 2000 Graziella Mansi, otto anni, fu violentata e bruciata viva in un bosco, a ridosso di Castel del Monte. La piccola fu avvicinata con l’inganno da un branco di giovani: cinque i ragazzi responsabili, Pasquale Tortora, Michele Zagaria, Giuseppe Di Bari, Domenico Margiotta e Vincenzo Coratella. Come ogni anno, la sindaca della città, Giovanna Bruno, ha reso omaggio alla bimba che oggi avrebbe 34 anni, nei giorni in cui la città è ancora sotto shock per l’omicidio di Cosimo Quagliarella, il 18enne ucciso a coltellate.

“Cara Graziella - scrive - è di nuovo 19 agosto. Questo giorno che non va via dalla mente, da quell'ormai lontano 2000 che però sembra ieri. Un branco, fu definito così quel gruppo di giovani e giovanissimi che abusò della tua innocenza e della tua freschezza infantile. Ragazzi. Erano ragazzi quelli che ti chiusero bocca e occhi per sempre. Tra sterpaglie, fuoco e fiamme”. La prima cittadina sottolinea quanto “ieri come oggi - dice - ragazzi al centro della scena. Colpevoli. Macchiati per l’eternità da quell’orrore perpetrato in tuo danno”. Tanti sono stati in questi 26 anni i dubbi sulla natura del delitto e tra questi, anche che sia stato fatto per noia. “Assurdo. Follia. Eppure è accaduto. Peccato che da quel 19 agosto 2000 tanti altri sono stati i fatti di cronaca nera, su e giù per l'Italia e in giro per il mondo, in cui lo sfondo è stata proprio lei, la noia. Il non saper che fare. Come impiegare il proprio meraviglioso tempo che invece è dato vivere. Quando poi la noia si accompagna alla superficialità e, peggio ancora, ad odio e violenza, ne viene fuori una realtà devastante”.