"Mi chiamo Graziella Mansi. Mi hanno ucciso il 19 agosto 2000. Hanno ucciso il mio corpo, brutalmente. Ma non il mio spirito. Per te, piccola Graziella". Lo ha scritto in un post pubblicato sui social la sindaca di Andria Giovanna Bruno nel 25esimo anniversario dell'omicidio di Graziella Mansi, la bimba di otto anni violentata e bruciata viva il 19 agosto 2000 in un bosco a ridosso di Castel del Monte, alla periferia della città.

Nel post, la sindaca Bruno ripercorre il dramma della piccola in prima persona. "Giocavo ai piedi di Castel del Monte, dove amavo trascorrere l'estate, con la mia famiglia, con mio nonno. In cinque, giovani, mi hanno avvicinato con l'inganno. Si sono presi gioco della mia innocenza e della mia semplicità", aggiunge la prima cittadina. I cinque ragazzi responsabili del crimine furono Pasquale Tortora, Michele Zagaria, Giuseppe Di Bari, Domenico Margiotta e Vincenzo Coratella, tutti giovani del posto.

Tortora, 18enne all'epoca dei fatti, aveva adescato la bambina presso la fontanina del Castello con l'inganno, convincendola a seguirlo nel bosco dove lo attendevano i complici. I cinque si erano appostati e avevano già meditato da giorni di rapire una persona e darle fuoco, per puro divertimento. Il gruppo sottopose la piccola Graziella a torture e violenze sessuali ripetute. "Aveva paura e questo ci faceva divertire ancora di più", confessò successivamente uno degli assassini. Dopo averla torturata e stuprata, i cinque legarono Graziella a un mucchio di sterpaglie e le diedero fuoco quando la piccola era ancora viva.