Robbio. Tre richieste di rinvio a giudizio con l’accusa, tutta da provare in sede processuale, di truffa nell’ambito del superbonus edilizio del 110%. E un intero condominio, il “La Pineta” di Robbio, in via Mortara 51/53, pronto a costituirsi parte civile per chiedere il risarcimento dei danni. È il punto di partenza dell’inchiesta della procura di Pavia sulla gestione dei lavori e delle pratiche fiscali legate agli interventi di riqualificazione dell’edificio. La vicenda La procura, rappresentata dalla pm Chiara Giuiusa, contesta a vario titolo le condotte di tre persone: Daniele Corbetta, 57 anni, di Paderno Dugnano (Milano), asseveratore e direttore dei lavori; Alfredo Amato, 54 anni, di Biancavilla (Catania), indicato come gestore operativo e socio di fatto della società appaltatrice Casadoc S.r.l.; e Matteo Settembrini, 47 anni, di Saronno (Varese), legale rappresentante della stessa società fino al 13 maggio 2025. L’udienza preliminare è fissata per il 5 novembre davanti al giudice Luigi Riganti. In quella sede potranno essere valutati eventuali riti alternativi, come abbreviato o patteggiamento, oppure potrà essere disposto il rinvio a giudizio con l’apertura del processo, ma anche l’archiviazione. Al centro dell’inchiesta ci sono soprattutto le cifre. Secondo la ricostruzione accusatoria, sarebbero state contabilizzate spese per 1.050.426 euro, dalle quali sarebbe derivato un credito d’imposta di 1.155.469,35 euro. Le verifiche tecniche avrebbero invece quantificato in 387.424,34 euro le spese effettivamente sostenute. Una differenza di oltre 660mila euro tra quanto contestato come rendicontato e quanto ritenuto realmente eseguito e pagato. Nel mirino sono finite in particolare due asseverazioni firmate da Corbetta: la prima, del 27 febbraio 2023, relativa a una fattura da 780.326,21 euro; la seconda, del 20 marzo 2024, riferita a una fattura da 270.100,48 euro. Secondo l’ipotesi della procura, la documentazione avrebbe consentito di far risultare eseguiti lavori e sostenute spese per importi superiori a quelli reali, generando così crediti fiscali attraverso il meccanismo dello sconto in fattura e la successiva cessione. Ma dietro i numeri c’è anche la situazione vissuta dai proprietari dei circa venti appartamenti del condominio. L’edificio è rimasto per quasi due anni con l’impalcatura e i lavori, secondo quanto ricostruito nell’indagine, non sarebbero stati completati. Per terminare gli interventi sarebbe stato necessario l’ingresso di un’altra impresa, con ulteriori costi a carico dei proprietari. I condomini, rappresentati dall’avvocato Piero Ferrari di Robbio, sono parte offesa nel procedimento e all’udienza preliminare chiederanno di costituirsi parte civile. L’obiettivo è ottenere il riconoscimento dei danni che ritengono di aver subito: dalle opere rimaste incomplete alle spese sostenute successivamente per completare i lavori, oltre alle conseguenze legate alla vicenda. Il caso “La Pineta” si inserisce inoltre nelle contestazioni che riguardano Casadoc S.r.l. anche in altri procedimenti relativi a lavori finanziati dal superbonus e alla formazione e circolazione dei crediti fiscali.