Non il «caos totale» denunciato dal consigliere regionale di FdI Luigi Caroli, ma neppure una situazione da archiviare senza interrogativi. È questa la lettura di Arturo Oliva, presidente dell’Ordine dei medici di Brindisi, dopo l’iperafflusso registrato il 13 agosto al Pronto soccorso del Perrino. Oliva ha voluto verificare personalmente quanto accaduto: «Mi sono sentito con i colleghi perché quando ho letto la notizia volevo vederci chiaro. L’anestesista che era in servizio mi ha detto che è stata una giornata come tante altre, anzi gestita molto bene perché c’era un numero sufficiente sia di infermieri che di medici». Un elemento non scontato, sottolinea Oliva: «Avere tre medici al Pronto soccorso e i rianimatori a sostegno non succede spessissimo». La verifica sul campo è arrivata il giorno successivo: «Stamattina sono passato dal Pronto soccorso, non c’era neanche attesa. Avevano smaltito praticamente tutto».

Alle 16 del 13 agosto erano 79 i pazienti in attesa della visita medica: 57 codici verdi, 9 azzurri e 8 bianchi, quindi 74 pazienti a bassa priorità, mentre erano 5 i codici arancioni. Altri 54 pazienti erano già in visita. Nel pomeriggio erano presenti 3 medici, 11 infermieri e 3 Oss, oltre al personale ausiliario. La mattina c’erano 3 medici, 11 infermieri e 2 Oss; la notte erano previsti 3 medici, 10 infermieri e 2 Oss. La giornata ha visto inoltre una forte pressione sull’intera rete dell’emergenza: tra mezzanotte e le 16, il 118 ha registrato 117 richieste di soccorso e 98 emergenze attivate.