“Quella deve ritirare la denuncia, le do i soldi che vuole. Tu domandagli quanti soldi vogliono”. Avrebbe anche pensato a pagare per il silenzio della ragazza, il 21enne incensurato foggiano C.A. arrestato 48 ore fa su ordinanza cautelare in carcere per violenza sessuale, rapina e lesioni ai danni di una minorenne. La ragazza ha denunciato che la notte del 14 giugno scorso mentre era in auto con il sospettato, lui avrebbe preteso rapporti sessuali; molestandola pesantemente; strappandole di mano il telefonino quando lei chiamò il 112; picchiandola, rapinandole la borsa con chiavi di casa ed effetti personali; abbandonandola in mezzo alla strada; accelerando e trascinandola quando lei si aggrappò all’auto. L’indagato difeso dall’avv. Michele Sodrio fornisce tutt’altra versione, ribaltando sulla parte offesa le accuse: lei fece le avances; lei lo aggredì; lei gli danneggiò l’auto; lei si è poi inventata tutto incolpandolo. Il gip Mario De Simone che su richiesta della Procura ha firmato l’ordinanza cautelare, crede invece alla ragazza perché la sua ricostruzione è ritenuta attendibile per “coerenza interna del racconto; spontaneità e minuziosità della versione; persistenza dell’accusa; riscontri esterni al narrato” (come i passanti che soccorsero in strada la vittima in lacrime, ferita, spaventata, bisognosa d’aiuto); referti medici sulle lesioni riportate, tra cui frattura al naso; “mancanza di astio o rapporti conflittuali pregressi tra minorenne e indiziato; tesi difensiva dell’indagato”.
Foggia, nelle chat la condotta del 21enne arrestato per violenza su una minorenne
Ecco perché il gip ha creduto alla ricostruzione della ragazza: il giovane sarebbe stato disposto a pagare il suo silenzio











