In questi giorni di Ferragosto molte attività artigiane hanno abbassato le serrande per ferie. Ma per tante botteghe quelle saracinesche si sono chiuse da tempo e, purtroppo, per sempre. Non hanno retto il peso di una concorrenza sempre più aggressiva, dei costi crescenti e di una domanda che è cambiata profondamente che spesso penalizza proprio le piccole realtà.

Anche in Veneto negli ultimi 10 anni il numero di artigiani è ininterrottamente diminuito. Se nel 2015 avevamo 182.510 persone, nel 2025 ne contavamo poco più di 134.000, oltre 48.400 in meno (-26,5 per cento). A dirlo è l’Ufficio studi della CGIA, appartenente all’Associazione degli artigiani e delle piccole imprese di Mestre.

Nelle grandi città della nostra regione le botteghe artigiane sono ormai una presenza sempre più rara, fino a rischiare l’estinzione. E quando scompare una bottega non si perde soltanto un’attività economica: si spegne un presidio di socialità, di competenze e di identità. La scomparsa progressiva dell’artigianato sta cambiando il volto dei nostri quartieri e delle nostre piazze, rendendoli più anonimi e impoverendo la qualità della vita delle comunità che li abitano.

Lo scenario rimane a tinte fosche anche nei borghi, nelle zone di montagna e nei paesi di provincia. La contrazione del numero di artigiani va di pari passo con lo spopolamento che stanno subendo questi luoghi.