Si ferma la pesca a strascico dalla mezzanotte di oggi, giorno di Ferragosto, a martedì 29 settembre nel compartimento marittimo del barese che va dalla marineria di Molfetta a quelle di Giovinazzo, Santo Spirito, Torre a mare, Mola di Bari e Monopoli. Quarantacinque giorni di stop che coinvolgono 200 (in Puglia sono in tutto 500) pescherecci a strascico, alle prese con un fermo che gli operatori del settore ittico continuano a considerare «troppo lungo» e collocato nel «periodo sbagliato».

A pesare sui conti delle imprese di pesca ci sono poi il prezzo del gasolio (tornato a cifre stellari per gli armatori per via della crisi geopolitica, intorno a 1,20 euro al litro) e il mare bollente che incide molto sulle quantità del pescato per via dell’azione delle specie aliene e della presenza della mucillagine.

Giovanni Masi, commerciante ittico e armatore di Bari alla terza generazione, mette in fila le difficoltà di una pesca a strascico che fatica sempre più a sostenere i costi dell’attività quotidiana: «Il periodo riproduttivo è sbagliato e lo diciamo da anni, ma nessuno ci ascolta», dice. Secondo Masi sarebbe più logico «spostare l’interruzione nei mesi invernali, quando il maltempo e le condizioni del mare rendono comunque più difficile l’attività: in inverno fa freddo, c’è maltempo», aggiunge.