Il bilancio del terremoto di magnitudo 7.7 che ha colpito questa mattina l’Indonesia orientale è salito a 40 morti e 50 feriti. A migliaia di chilometri di distanza, dodici ore più tardi, un secondo forte terremoto di magnitudo 6.9 è stato registrato sull’isola di Sumatra, nei pressi di Pematangsiantar, nella parte occidentale dell’arcipelago: nell’immediato non sono stati segnalati né danni né vittime.

Un terremoto di magnitudo 6,2 aveva già colpito l’Indonesia orientale all’inizio di luglio, senza provocare vittime né danni rilevanti. Nel 2018, circa 2.200 persone erano morte a Palu, città di circa 400.000 abitanti e capoluogo della provincia di Sulawesi Centrale, a causa di un terremoto di magnitudo 7,5 seguito da uno tsunami. Nello stesso anno, diverse scosse avevano provocato circa 550 morti sull’isola turistica di Lombok e nella regione di Sumbawa. Nel 2004, invece, l’Indonesia aveva subito una delle peggiori catastrofi sismiche della sua storia: un terremoto di magnitudo 9,1 al largo della grande isola di Sumatra provocò un devastante tsunami, causando la morte di 170.000 persone in Indonesia e di circa 50.000 persone nei Paesi vicini.