Aggiungi ItaliaOggi alle tue fonti preferite su Google per non perderti i nostri contenutiI social network sono diventati archivi sterminati di condotte, relazioni e informazioni, dunque una fonte sempre più rilevante per chi indaga e per chi giudica. L’autore, Alessandro Malacarne, partendo da questa verità giuridica effettua una ricerca rigorosa, capace di dare ordine giuridico a un territorio non ancora disciplinato in modo organico, il pregio maggiore è il metodo.
L’autore non cede né all’entusiasmo acritico per la tecnologia né alla tentazione di comprimere ogni novità entro categorie immutate, muove dai problemi concreti e li sottopone a un esame sistematico e comparato, dando risposta alla domanda: «fino a che punto il digitale modifica il modo in cui il processo penale cerca, acquisisce e valuta la conoscenza?».
La prima parte costruisce le coordinate teoriche. I social sono descritti come veri «ambienti esistenziali», nei quali la distinzione tra pubblico e privato diventa mobile e spesso ingannevole. Malacarne mette a fuoco il difficile equilibrio tra accertamento, segretezza delle comunicazioni, domicilio informatico e riservatezza, affidando al principio di proporzionalità il compito di graduare le garanzie.






