di
Redazione Politica
La decisione su chi condurrà il programma di Rai3, in caso di sostituzione del giornalista al centro del caso Lavitola, ancora non è stata presa ma restano sul tavolo le ipotesi di Peter Gomez, Riccardo Iacona e Maria Cuffaro
La decisione su chi condurrà Report in futuro, se Sigfrido Ranucci sarà sospeso o sostituito, ancora non è presa. «Ci vorrà tempo», raccontano in Rai. Ma non è un tempo in cui tacciono le opposte prese di posizione. Si fronteggiano, duramente, alcuni consiglieri di amministrazione Rai. «Nel mare di indiscrezioni, supposizioni e interventi politici a gamba tesa che accompagnano le richieste di rimozione di Ranucci, c’è una questione che va tenuta ferma: il suo rapporto con Valter Lavitola ha condizionato o meno la scelta dei contenuti di Report?». Questo l’altolà di Alessandro di Majo e Roberto Natale, votati nel cda da Avs e M5S. «Se la discussione si spostasse sull’opportunità delle frequentazioni personali, sugli interventi critici sui social, si finirebbe su un terreno scivoloso», la chiosa.
A di Majo e Natale replica Federica Frangi, eletta nel cda in quota centrodestra. «Che l’azienda faccia una verifica non si qualifica come un attacco alla libertà di stampa. La correttezza professionale non si misura soltanto su ciò che va in onda. Riservatezza, rapporti di lealtà e correttezza verso l’azienda, i comportamenti verso la redazione e tutela dell’immagine del programma, sono anch’essi aspetti che la Rai ha il diritto e il dovere di considerare». In conclusione, per Frangi, «Ranucci resta vittima dell’attentato, ma non è vittima della Rai».













