Sigfrido Ranucci continua a lavorare al nuovo ciclo di Report: ne avrebbe anche parlato nella riunione di ieri con il direttore dell'Approfondimento Rai Paolo Corsini, in uno degli incontri di lavoro che vanno avanti anche dopo che è scoppiato l'affaire Lavitola.

Non sarebbe sul tavolo in questo momento, dunque, l'ipotesi di un passo indietro del conduttore, né trovano riscontro le indiscrezioni sull'intenzione del giornalista di chiedere un risarcimento alla Rai in caso di allontanamento dal programma. In questa fase molto delicata, dopo che è stata consegnata all'Ad Giampaolo Rossi la relazione del Comitato Etico, le bocche in Rai sono cucite: il capo dell'azienda avrà bisogno di alcuni giorni per approfondire il dossier e prendere in piena autonomia le sue decisioni sul futuro di Report e sulla conduzione del programma, mentre si guarda con attenzione agli sviluppi dell'inchiesta dopo la conferma del carcere per Lavitola.

Ma è trapelato ugualmente il malcontento dei vertici per il danno reputazionale per la tv pubblica, così come l'insofferenza e la preoccupazione per il possibile impatto della vicenda anche sulla raccolta pubblicitaria. Una posizione alla quale replica oggi il legale di Ranucci, Roberto De Vita: "Alla vittima (scomoda) di un grave attentato (che diventa pretesto) viene imputata la responsabilità di un danno all'immagine e ne viene chiesta dalla politica la sostituzione, un paradosso morale con conseguenze gravi per la democrazia".