Il timore di una seconda ondata di arrivi ha spinto Madrid a dispiegare migliaia di militari, poliziotti e agenti della guardia civil
È arrivato il giorno del secondo temuto sbarco di migranti a Ceuta, l’exclave spagnola a nord del Marocco dove lo scorso 30 luglio sono entrate illegalmente oltre 72mila persone, quasi tutte rimpatriate. Per oggi, 15 agosto, le autorità spagnole e marocchine temevano una nuova ondata di arrivi, ma la situazione sembra decisamente meno preoccupante di qualche settimana fa. Verso metà mattina, la situazione su entrambi i lati della frontiera fra Ceuta e il Marocco era tesa ma relativamente tranquilla.
Il dispiegamento di militari per evitare una nuova crisi
La Spagna, questa volta, ha voluto farsi trovare pronta. Attualmente sono schierati 880 agenti della polizia nazionale, 270 in più rispetto a fine luglio; 714 agenti della guardia civil, quasi 200 in più, oltre a un’unità di 45 agenti antisommossa, che si uniscono a quelli già mobilitati, e a 20 specialisti della Brigada Central de Extranjeria y Frontera, per l’esame delle richieste di protezione internazionale che possano essere presentate dai migranti rimasti nell’exclave. Restano mobilitati anche circa 2.000 militari dell’esercito. D’altra parte, dal lato marocchino della frontiera, sarebbero stati schierati un totale di 5.000 agenti, secondo quanto riportato dai media locali.













