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La polizia marocchina ha fermato alcune centinaia di persone per impedire loro di raggiungere l’exclave spagnola di Ceuta. Sia Marocco che Spagna si erano preparati a un possibile nuovo tentativo di attraversare la frontiera dell’exclave, dopo che in vari gruppi marocchini sui social erano circolati messaggi su una nuova mobilitazione proprio per oggi, 15 agosto. Per il momento i numeri sono molto più bassi della crisi di fine luglio, quando erano entrate più di 80mila persone, che poi se n’erano andate nel giro di poche ore, anche perché non avevano ricevuto l’assistenza promessa loro online.

La polizia marocchina ha detto di avere bloccato le persone dopo avere scoperto che si erano nascoste nella notte a Fnidq, una località a circa 3 chilometri da Ceuta. Negli scorsi giorni il Marocco aveva intensificato i controlli sul suo lato della frontiera, mettendo nuove recinzioni e istituendo posti di blocco nei dintorni di Ceuta. Aveva inoltre impedito le partenze di alcuni treni e autobus dalle città più grandi.

Il Marocco aveva avuto sicuramente un ruolo nella prima crisi di due settimane fa, così come in quelle precedenti, ma aveva cercato di sminuirlo: per esempio aveva aperto decine di procedimenti penali contro i presunti organizzatori. È plausibile che questi nuovi provvedimenti, così visibili, rispondano alla stessa logica. Una fonte del País nella Guardia Civil, un corpo militare con funzioni di polizia, lo aveva notato: «L’allerta è alta, però non è una minaccia reale; il Marocco si sta preparando».