Pc e cellulare di Valter Lavitola passati al setaccio dagli inquirenti dopo le dichiarazioni ritenute non convincenti del reo confesso dell’attentato a Sigfrido Ranucci. In attesa della possibile convocazione del conduttore di Report come persona informata sui fatti, i pm hanno disposto nuove analisi sui dispositivi del faccendiere che si è dichiarato mandante della bomba esplosa davanti la villa dell’amico giornalista. Nel frattempo il suo braccio destro, Clesio Tavares Gomes, rompe il silenzio dalla sua latitanza in Camerun.

L'interrogatorio di Valter Lavitola

I passaggi controversi

Le parole di Tavares Gomes

L’interrogatorio di Valter LavitolaValter Lavitola ha ammesso nell’interrogatorio di garanzia di essere stato il mandante dell’attentato davanti casa di Sigfrido Ranucci dell’ottobre 2025, ma i magistrati hanno ritenuto che nella versione dell’imprenditore ci fossero diversi elementi in contrasto con quanto risulta dalle indagini.La gip Iole Moricca ha definito le sue dichiarazioni “inverosimili“, “fumose” e “assolutamente generiche”, come si legge nell’ordinanza con la quale ha confermato la custodia cautelare in carcere del 60enne.ANSAL'arrivo di Valter Lavitola in procura a RomaI passaggi controversiSecondo quanto sottolineato dalla magistrata, innanzitutto sarebbe “privo di riscontro” un presunto ruolo dei servizi segreti israeliani, in seguito a un servizio di Report sui cantieri Vittoria, nel movente dell’attentato, come suggerito da Lavitola al collaboratore del programma Daniele Autieri.“L’evidente contraddizione tra quanto riferito in sede di interrogatorio e quanto emerso in sede di indagine appare indice di una consolidata capacità di Lavitola di inquinare l’attività investigativa dando vita a vere e proprie opere di depistaggio” scrive la gip.L’imprenditore ha infatti escluso di aver organizzato l’attentato per un suo ambizioso progetto politico su Ranucci, ma per fare alzare il livello di protezione nei confronti dell’amico.