Ulteriori analisi più approfondite su pc e cellulare di Valter Lavitola per alcune settimane e una convocazione di Sigfrido Ranucci in Procura, come persona informata sui fatti, forse a settembre: sono le due nuove fasi che si aprono ora nell'inchiesta che riguarda l'attentato contro il direttore di Report. E nei prossimi giorni la Procura chiederà inoltre l'estradizione del factotum di Lavitola, il cittadino camerunese Gomes Tavares, attualmente latitante, che avrebbe avuto il ruolo di mediatore nell'azione dinamitarda.

Gomes in un'intervista al Tg1 dice di essere pronto a tornare "prestissimo" nonostante l'ordinanza di custodia cautelare nei suoi confronti: "Dicono che all'aeroporto mi prendono però io sono testardo. E voglio tornare". Lavitola, che ha ammesso di essere il mandante dell'attentato e di aver organizzato tutto per innalzare la scorta all'amico, resta invece in carcere, ma sulla vicenda ci sono ancora troppe ombre da chiarire. Nelle ultime ore da fonti dei legali è spuntata una frase, già smentita dalla Procura di Roma, secondo cui Lavitola avrebbe detto di non escludere che Ranucci sapesse del suo piano. Ci si interroga quindi se l'ex faccendiere stia costruendo una nuova strategia difensiva che possa alleggerire la sua posizione. Ma l'atteggiamento del giornalista della Rai anche in queste ore non cambia di una virgola e la convinzione che dietro quell'attentato ci fosse il suo amico, per Ranucci sarebbe maturata solo man mano che le indagini degli inquirenti disvelavano il castello accusatorio.