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Il governo statunitense ha fatto sapere che sostituirà con un’altra portaerei la USS Abraham Lincoln, che si trova in Medio Oriente. La decisione è legata alle varie denunce emerse sulle condizioni dell’equipaggio a bordo, dopo otto mesi e mezzo ininterrotti di missione, quando tipicamente il dispiegamento dura sei mesi. Era già andata così per un’altra portaerei, la Gerald R. Ford, che a maggio era stata richiamata in seguito a segnalazioni simili. La Ford era stata in mare ancora di più, dalle operazioni contro il Venezuela dello scorso inverno fino a diversi mesi dopo l’inizio della guerra contro l’Iran, cominciata a fine febbraio.
La Lincoln ha un equipaggio di 5mila persone ed era salpata a novembre dagli Stati Uniti. Ha partecipato alla guerra in Medio Oriente e al blocco navale imposto dagli Stati Uniti ai porti iraniani. Una lettera dei senatori Democratici e le testimonianze dei familiari dell’equipaggio hanno evidenziato una situazione di grossa insofferenza a bordo, poi raccontata anche dai media specializzati: ci sono casi di burnout, scarsità di cibo fresco, problemi alle tubature.
Il deterioramento della salute mentale è uno dei punti sottolineati più di frequente dalle famiglie. La missione della Lincoln è stata pesante: ha sostenuto 40 giorni consecutivi di operazioni di combattimento, che limitano molto le comunicazioni con le famiglie. Ha passato più di 200 giorni in mare, mentre in situazioni normali ogni 30-40 giorni si attracca per i rifornimenti, la manutenzione e riposare. Secondo le ricostruzioni dei media specializzati, ci sono stati alcuni casi di marinai che hanno cercato di buttarsi in mare.











