L’aeroporto di Catania è ormai fermo quasi ininterrottamente dallo scorso 7 agosto, da quando l’Etna ha cominciato a emettere cenere che rischia di far fermare i motori degli aerei, costretti a rimanere a terra. Sac, la società che gestisce lo scalo, ha rinviato l’apertura più volte: secondo l’ultimo aggiornamento i decolli e gli atterraggi dovrebbero riprendere dalle 15 di sabato 15 agosto, ma per ora i venti non hanno cambiato direzione e le nuvole di cenere continuano ad arrivare nella zona dell’aeroporto.

Nell’ultima settimana il dirottamento di centinaia di voli è stato un problema non solo per Catania, ma anche per gli altri aeroporti siciliani che hanno visto arrivare decine di migliaia di passeggeri in un periodo dell’anno già critico, per il grande afflusso di persone durante le vacanze estive.

Secondo i dati diffusi da Sac, tra il 6 e il 14 agosto a Catania è stato cancellato il 36 per cento dei circa duemila voli in programma, e altri 650 sono stati dirottati su altri aeroporti. Un centinaio è finito al piccolo aeroporto di Comiso, che di norma è molto poco frequentato, il resto soprattutto a Palermo e Trapani. Si stima che in totale siano state coinvolte circa 400mila persone.