Una singola memoria NAND potrebbe contribuire alla costruzione di SSD da 1 petabyte, una capacità pari a 1.000 TB e ancora molto distante dagli standard dei sistemi consumer.

Kioxia e Sandisk hanno presentato una nuova generazione di NAND 3D QLC con 332 strati, densità dichiarata di circa 37 Gb/mm² e interfaccia fino a 4,8 Gb/s in condizioni di test.

L’obiettivo principale non sono computer e console, ma i data center, sempre più sottoposti alla pressione generata dall’Intelligenza Artificiale. Dataset, modelli, cache e archivi richiedono infatti maggiore spazio, consumi contenuti e un uso più efficiente dei rack. La tecnologia, però, non equivale ancora a un SSD da 1 PB pronto per la vendita.

Una NAND più densa per i data center

La memoria utilizza celle QLC, capaci di archiviare quattro bit ciascuna. Rispetto alla TLC, che ne memorizza tre, questa soluzione aumenta la capacità senza dover ampliare nella stessa misura l’area del silicio. Il compromesso riguarda resistenza, gestione degli errori e programmazione: la cella deve distinguere sedici livelli di tensione, rendendo più complesso il lavoro del controller.