Un singolo SSD da 512 TB rappresenta un salto di densità che fino a poco tempo fa sembrava irrealizzabile.

DapuStor ha reso concreto questo scenario con il nuovo R6060, presentato al Future of Memory and Storage 2026: un drive NVMe enterprise da mezzo petabyte pensato per data center, infrastrutture cloud e carichi di lavoro legati all’Intelligenza Artificiale. La capacità nominale di 0,512 PB raddoppia quella degli SSD enterprise da 245,76 TB emersi tra il 2025 e il 2026, segnando un nuovo riferimento per lo storage ad altissima densità.

Questo risultato non deriva solo dall’aumento della densità delle celle NAND, ma anche da un’evoluzione dei formati fisici. Negli ultimi anni il settore è passato da SSD enterprise da poche decine di terabyte a modelli da 61,44 TB, 122,88 TB e oltre 245 TB. DapuStor aveva già introdotto la famiglia R6060 con NAND QLC, interfaccia PCIe 5.0 e capacità fino a 245,76 TB; la nuova versione da 512 TB spinge ulteriormente il limite grazie al formato E2, progettato per ospitare più memoria flash in un singolo dispositivo.

512 TB in un solo SSD: cosa cambia davvero

Il dato più evidente è la densità. Il R6060 da 512 TB utilizza un formato E2 da circa 200 x 76 x 9,5 mm e concentra in un solo drive una capacità doppia rispetto ai modelli E3.S e U.2 arrivati nell’area dei 245 TB. La maggiore superficie disponibile per l’inserimento della NAND permette di aumentare la capacità senza affidarsi esclusivamente ai die flash con la densità più elevata.